CULTURA DEI LEGAMI E DELL’APPARTENENZA

Nei quartieri della città la cultura è soprattutto cultura dei legami e dell’appartenenza. In un’epoca di vulnerabilità diffusa, diventa fondamentale attivare luoghi e spazi pubblici dove fare cultura diventa sinonimo del pensarsi come collettività, dell’ascoltarsi per capire insieme quali sono le fragilità ma anche quali risorse e potenzialità il territorio può mettere in atto. In questa direzione diventa urgente un generale ripensamento e una sostanziale riqualificazione dei Centri socio-culturali e dei Centri Anziani. I primi dovrebbero diventare dei veri e propri «laboratori di comunità» dove poter costruire buone e nuove relazioni  tra le realtà significative del quartiere, istituzionali e non (amministrazione comunale, parrocchia, scuole, volontariato, operatori privato sociale) con tutte le forme libere di associazionismo familiare e di promozione sociale. Pensiamo sia irrinunciabile pensare a questi luoghi come spazi dove costruire, condivisione, partecipazione, ascolto, integrazione  e dove coinvolgere il territorio nella gestione e nella valorizzazione dello stesso spazio.

I Centri Anziani – nella città di Bergamo ce ne sono ventitre –  che rappresentano per il Comune  un investimento non da poco possono diventare una risorsa molto importante per la vita di tutto il quartiere e non soltanto per  i propri associati. Il passaggio della consegna dei saperi, della memoria storica tra diverse generazioni, che si affidano le une alle altre, può creare nuovi stimoli e proficue sinergie per il quartiere e per l’intera città.